Cosa visitiamo oggi?
La campagna locorotondese presenta un aspetto fortemente antropizzato ed un paesaggio agrario assai variegato. Fra macchie di lecci e fragni, ultimi esempi di ampie e remote boscaglie, tra vigneti, uliveti ed orti sorgono vividi testimoni d'un equilibrato rapporto tra la casa dell'uomo e la natura circostante i trulli.
Interessanti sono gli agglomerati di trulli intorno ad uno spazio di uso comune, detto jazzile, dove la gente vive in una piacevole e proficua unità di vicinato, usufruendo di comuni servizi quali la cisterna dell'acqua, la piccola chiesa, l'aia ed in tempi più recenti la scuola e qualche negozio. Un'articolatissima rete viaria, quasi tutta asfaltata, si sviluppa all'interno del territorio permettendo di raggiungere facilmente ogni angolo di questa animata campagna.
Monumenti
Chiesa madre di San Giorgio Martire del XVIII secolo. Al suo interno si trovano bassorilievi in pietra risalenti al XIV secolo.
Centro storico con le tipiche "cummerse"
Il trullo (tipica abitazione rurale della Valle d'Itria). Da visitare il Trullo di Marziolla, il più antico trullo pugliese (1509)
Chiesa della Madonna della Greca il cui primo riferimento documentario risale al 1520, anche se appare evidente la sua origine più remota.
Chiesa della Madonna della Greca
Sull'origine di questo splendido edificio non si hanno notizie certe; il primo riferimento documentario risale ad appena il 1520, mentre è, invece, evidente da una serie di elementi che la sua fondazione sia avvenuta molto tempo prima.
Ha un impianto basilicale a tre navate di cui la centrale, composta da quattro campate, con volte ogivali a crociera costolonata, e le due laterali da mezze botti rampanti ed unghiate. La volta a semibotte è propria delle chiese pugliesi a cupola in asse, che ebbero diffusione nel XII e nel XIII secolo. Tuttavia i due sistemi sono presenti accostati molto raramente, nella chiesa di san Benedetto a Brindisi ed in quella di santa Maria de Colonna a Trani.
Chiesa di San Nicola
Eretta negli anni immediatamente precedenti il 1666 per iniziativa di un notabile locorotondese, la chiesetta risulta stretta dalle alte case circostanti che lasciano in vista solo la scarna facciata, della cui originaria forma a capanna con campanile a veletta rimane ben poco. La struttura architettonica del piccolo edificio è assai semplice, ma originale: un'unica aula coperta anteriormente da una volta a botte e, per il resto, da una cupoletta con tamburo su pennacchi. Ad una tale combinazione corrisponde all'esterno l'innesto di un tetto a falde con il cono di un trullo, entrambi embricati con le consuete chiancarelle calcaree, il cui grigrio ben contrasta con il bianco della calce.